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Sicilia: Muri di pietra

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MURI A SECCO che formano lunghe teorie di pietra che delimitano strade e fondachi che donano bellezza al paesaggio.

Alle origini del muro a secco
Dalla conolizzazione greca in poi, nei fondachi di Sicilia si sono cominciati a costruire i primi muretti a secco che servivano ad ottenere almeno tre esigenze, la prima era quella di liberare il terreno dalle numerose pietre, la seconda quella di delimitare le proprietĂ  agricole e la terza quella di impedire il furto degli armenti. per delimitare gli appezzamenti di terreniNel bacino del Mediterraneo i muretti in pietra a secco per uso agricolo cominciano a diffondersi con la colonizzazione greca, rappresentando oggi uno dei piĂš significativi esempi di archeologia agricola. Fu proprio con la diffusione delle colture arboree ed arbustive, ulivo e vite, soprattutto attorno alle cittĂ  e sui terreni in pendenza, che si rese necessaria la chiusura dei campi in piccoli appezzamenti a protezione dalle greggi e dai furti. In passato i primi muri a secco nacquero dall’esigenza di ripulire i terreni dalle grosse quantitĂ  di sassi che li ricoprivano e liberare il suolo per consentirne la coltivazione; ma anche per delimitare i confini delle proprietĂ , e dividere i pascoli dalle colture. Sulle cave e sulle colline fu grazie all’edificazione di questi muri che si potĂŠ introdurre la coltivazione a terrazze. Tutt’oggi i muri a secco svolgono un’importante funzione di difesa dal rischio idrogeologico perchĂŠ capaci di drenare le acque piovane trattenendo il fango che altresĂŹ danneggerebbe le colture degli orti, e sono diventati ecosistema importantissimi in grado di dare ospitalitĂ  a numerose specie di organismi che non avrebbero avuto scampo nei campi arati e coltivati.

Se in passato costruire muri a secco nasceva per lo piĂš dall’esigenza di ripulire il terreno, oggi, invece, l’arte del muro a secco fa parte a pieno titolo di un’architettura particolare e ricercata dell’isola. Alla base della realizzazione dei muri a secco vi è una tecnica,  un sapere tradizionale appreso e trasmesso di generazione in generazione, che si intreccia con abilitĂ  frutto di una ricerca individuale. Questi muri sono costruiti senza malta e senza intonaco, utilizzando pietre calcaree locali montate e incrociate “a secco” e si infittiscono fino a diventare ricamo per il paesaggio, creando a volte spazi indefiniti all’insegna di una capricciosa fantasia alla cui base vi è una struttura funzionale. Costruire un muro a secco è un’operazione lunga e complessa, varia in base alla tipologia del muro e della pietra, un lavoro certosino che segue fasi ben precise: dalla scelta della pietra all’intaglio, dalla sovrapposizione all’incastro, dall’attrezzatura speciale che differisce dagli arnesi tipicamente utilizzati nell’edilizia; tutto concorre nella realizzazione di un’opera d’arte, a volte deturpata dalle intemperie e dal tempo. Distinti in due tipi assai simili, quello modicano e quello ragusano, i muri hanno un’altezza media di un metro ma in certe zone questa recinzione può raggiungere i quattro metri di altezza.

Ogni muro racconta una storia personale che inizia quando si poggia la prima pietra e che, grazie al lavoro di artisti-artigiani, non finisce, depositando e custodendo in sĂŠ secoli di cultura e tradizione, restituendo un sapore di passato da ammirare e rinnovare nel presente.

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