Quando la fotografia e la pittura si incontrano, dissolvendosi l’una nell’altra, prende forma la fotografia Fine Art. Ed è proprio questa affascinante espressione delle arti visive che Patrizia Burra, fotografa professionista con 35 anni di esperienza, si occupa, ottenendo consensi in tutto il mondo.

Una passione che le ha permesso nel tempo di ottenere numerosi e prestigiosi riconoscimenti come il MQEP (Master Qualified European Photographer) o la FIIPA come vincitrice assoluta nella categoria Ricerca, rivelando un’indubbia capacità di produrre fotografie di grande impatto visivo.

È una ritrattista, predilige i soggetti femminili per la possibilità di “vestirli, modellarli e trasformarli” secondo la propria ispirazione. Il lavoro di Patrizia si basa su tre capisaldi: un’insolita immaginazione femminile, il concetto e l’amore, in parti uguali.

Con le visioni di Patrizia Burra viaggiamo e descriviamo percorsi nei territori della femminilità che ritroviamo nelle sue immagini espresse con impareggiabile potenza e grazia. Questa fotografa apre nuove porte per affrontare luoghi inesplorati, a volte temuti e tenuti sotto controllo, dalle donne che ritrae invece trasformati in un’esplosione di vita sensuale e piena di luce.

Donne che concedono un po ‘al colore e al bianco e nero, assorbono ciò che le veste e lo assorbono, come con i tatuaggi sanciscono la loro appartenenza a un’apocalisse che purifica e rinnova. Donne che volano, voli reali e irreali, pindarici e metaforici che richiamano figure mitologiche, simboliche, capaci di riconoscere le proprie debolezze e trasformarle in valore aggiunto, in punti di forza. Donne che non si travestono, ma siamo tutte le loro anime, nessuna esclusa, che mostrano nel loro sguardo la verità, il coraggio, la sfida, la consapevolezza di ciò che si può essere e dare senza mediazioni, senza opportunismo o ipocrisia, senza calcolo o mascherare.

Donne che si valorizzano prima di tutto mostrando ciò che sono e sentono di essere, accentuando successivamente i loro caratteri peculiari.

Le donne di Patrizia Burra sono quelle che hanno cambiato la vita più profondamente di cento, mille rivoluzioni, sono quelle che non si perdono e non svaniscono mai con gli anni, per quanto i lineamenti più delicati dei loro volti svaniscano, per quanto i loro corpi si deformino e cambia il loro aspetto esteriore.

Osservando l’opulenza degli abiti si finisce per scoprire che sono loro che li vestono e non viceversa, che il trucco li rivela ancora più di quanto si possa credere, che la danza dei corpi non imita ma interpreta i loro desideri, i loro sogni.

Nelle loro rughe, nelle loro occhiaie, nella luce della loro pelle, ci sono i desideri suscitati, le parole arrivate tardi che sono diventate segni di fuoco sulla carne esplorata e mai del tutto conosciuta.

Sono donne che hanno felicità e drammi esplosivi inscritti nei loro volti, sono una corrente sanguigna che ingloba il senso dell’assoluto che gonfia le vene del collo o quelle delle mani, che provoca separazioni ma non riflette mai una fine piuttosto una nuova ovviamente nuove filiali.

Donne che si identificano totalmente con ciò in cui credono e agiscono di conseguenza mettendosi sempre in discussione, fin dall’infanzia, donne che conoscono il significato di sconfitta e vittoria e non si tradiscono mai sia nel primo che nel secondo caso.

La bellezza e la forza delle donne che ci giungono dalle immagini di questo fotografo sono quelle che cambiano la vita, che fanno di una modella l’assoluta protagonista della storia descritta o interpretata, come se fosse completamente immersa nella parte e resuscitata nel profondo parte.

La bellezza e la forza delle donne che ci giungono dalle immagini di questo fotografo sono quelle che cambiano la vita, che fanno di una modella l’assoluta protagonista della storia descritta o interpretata, come se fosse completamente immersa nella parte e resuscitata nel profondo parte.

L’essenza di quell’essere che è donna e rimane tale sia nelle intenzioni che nelle esperienze, dominata da un’aura non solo sacra ed eterea ma anche estremamente profana, pulsante, viva, animalesca.

Troverai in queste visioni la donna che vola e come una fata risplende di luce propria, la donna opulenta che ti guarda dritto negli occhi, la più timida che non smette mai di far crescere le ali per essere diversa da quella paura che le attanaglia e freni, donne che si misurano con i loro incantesimi, meduse bambine, dee invecchiate, ma ancora splendenti per la gioia di essere vive e libere, donne che ascoltano la parte più oscura che le abita e vivono quelle ombre come fossero luce, donne che si arrampicano sulle creste dei loro sentimenti a mani nude, scorticandosi a vicenda, senza mai rinunciare a quella meta che si sono prefissati.

Donne apparentemente sconfitte, in atteggiamento di riposo o di attesa pronte a balzare con forza animalesca per tagliare il fianco a qualsiasi nemico, donne che hanno mani grandi e forti come quelle degli uomini e sanno usarle per accarezzare, creare, modellare argilla dei loro destini, per guarire dai morsi della violenza gratuita e subita o, per riemergere da quella paura che li imprigiona sotto campane di vetro soffocante. [ Sito ufficiale ]

Nota legale: il fotografo attesta di avere piena autorizzazione a dare il consenso alla pubblicazione di queste foto o progetto e di avere l’autorizzazione e le autorizzazioni di terzi. Ti garantisce di avere tutte le comunicazioni necessarie sulla proprietà e di aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per qualsiasi proprietà, edificio, architettura, struttura o scultura che appare nelle tue fotografie.PRECEDENTEICM Photography, tra l’ovvio e il suggestivo

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