Chi ci guarda da lassù?
 
Quasi tutti gli scienziati e i ricercatori, ormai, concordano che nei circa quatrocento miliardi di stelle che popolano la via Lattea, uno o più pianeti sia sicuramente abitato da altri esseri viventi. Considerato che oltre il nostro sistema solare, nel resto dell’Universo ci sono un’infinità di Galassie molto più grande della nostra, è plausibile che civiltà extraterrestri, anche più evolute, cerchino di mettersi in contatto con noi. Per farlo è probabile che, come mezzo di comunicazione, usino segnali di luce o onde radio. Per captare e decifrare questi segnali, da decenni, i più grandi telescopi della terra scandagliano lo spazio profondo e, ultimamente, hanno rilevato fasci, globi di luce e onde radio intermittenti che fanno pensare a fonti di energia emesse da strumentazioni artificiali. Gli scienziati non desiderano alimentare facili speranze, perchè il fascino dei cieli abitati è sempre stato vivo nell’uomo a partire dalla notte dei tempi. Tempi in cui gli antichi mesopotamici osservavano i cieli per scovare quelle divinità dalle quali riuscire ad avere risposte alle grandi domande esistenziali e per conoscere i segreti di una natura misteriosa e in molti casi, ostica. Questi segnali incoraggianti sono stati rlevati anche ultimamente provenienti da una Galassia che dista “solo” tre miliardi di anni luce dalla nostra. Gli scienziati tentano  di decifrarli. Ovviamente è complicato sia per le distanze siderali che ci separano, sia per il modo di comunicare, sia perchè districarsi tra i miliardi di segnali luminosi che l’Universo emana ogni secondo, è un’impresa ardua. Anche la possibilità di guardare “de visu” altri esseri intelligenti di altri mondi, non sarà cosa facile, perchè i messaggi potrebbero raggiungerci quando la nostra civiltà o quella dei messaggeri, potrebbero essere scomparse.
A meno che, i messaggi non siano stati inviati tramite fonti di energia da anni in in viaggio e alimentate da propulsori che superano la velocità della luce. Chissà!
Una cosa è certa, l’uomo, ormai superato il tempo in cui dominava l’astro-logia, dove l’osservazione del cosmo si mescolava con la magia, il fatalismo e la superstizione e il destino era già scritto nelle stelle è passato, tra una riflessione teologica e lo studio dei corpi celesti e non senza traumi, dal sistema geocentrico di Tolomeo al sistema eliocentrico di Copernico e Galileo. Un sistema dove non sono più i cieli che sentenziano i destini degli uomini, degli animali e delle piante; anche gli astri obbediscono a delle leggi fisiche che l’uomo può esplorare. Ed ora, che l’uomo e la terra non sono più al centro dell’Universo, ma una sua enigmatica e infinitesima parte, tutto è possibile. Anche l’eventualità di incontrare esseri intelligenti di altri mondi,